sabato 16 novembre 2013

Daniel Pennac, Il paradiso degli orchi

Titolo: Il paradiso degli orchi
Autore: Daniel Pennac
Editore: Feltrinelli
Pagine: 206
Data di uscita: 11/05/1992 
Listino: 7,50  
Genere: Letteratura internazionale


Voto: ★★

Sinossi: 
Un eroe, Malaussène, che come lavoro fa il "capro espiatorio". Una famiglia disneyana, senza mamma e babbi, con fratellini geniali, sorelle sensitive, una "zia" maschio protettrice di vecchietti, ladri e travestiti brasiliani, una "zia" femmina super-sexy, ritratto irresistibile del giornalismo alla "Actuel", una misteriosa guardia notturna serba, un cane epilettico. Questa esilarante banda di personaggi indaga su una serie di oscuri attentati, sull'orrore nascosto nel Tempio del benessere, un Grande Magazzino dove scoppiano bombe tra i giocattoli e un Babbo Natale assassino aspetta la prossima vittima. Un'altalena tra divertimento e suspence, tra una Parigi da Misteri di Sue e una Parigi post-moderna dove proliferano i piccoli e grandi "orchi" che qualcuno crede estinti. Degli orchi si può ridere o si può tremare. Uno scrittore d'invenzione, un talento fuori delle scuole come Pennac, non ha certo paura di affrontarli con l'arma che lui stesso così definisce nel libro: "l'umorismo, irriducibile espressione dell'etica".
Stefano Benni

Recensione:
Ormai da anni Il paradiso degli orchi attendeva paziente sugli scaffali della mia libreria, sommerso da centinaia di altri libri più vistosi e voluminosi. Diverse volte, scorrendo con gli occhi i vari titoli in cerca della prossima storia da leggere, l'ho notato e ho pensato: "Pennac!!! Avevo dimenticato di averlo, devo leggerlo il prima possibile". Però tutte le volte, sistematicamente, mi passava di mente. Ma un paio di settimane fa ho per caso visto in TV un trailer bizzarro che mi ha parecchio incuriosita. Titolo del film: Il paradiso degli orchi. Mi è scattata una molla nel cervello e sono corsa a prendere quel libro relegato da anni su di uno scaffale. 
Nutrivo già grandi aspettative su Pennac, sia perché il libro mi fu regalato da un collega di università che dispensava ottimi consigli letterari, sia per l'indiscutibile fama dell'autore. Ho spolpato il libro in meno di 24 ore e mi sono divertita da matti. I personaggi di Pennac sono surreali e stravaganti e si trovano coinvolti in avventure assolutamente fuori dal comune.
Tutto ruota intorno ad una serie di attentati contro il Grande Magazzino, tempio del benessere e del conformismo dove Benjamin Malaussène lavora come capro espiatorio. Ma sembra proprio che il povero Ben debba assolvere questo compito anche al di fuori dalle ore di lavoro; pare che tutte le sfortune del mondo gli piovano addosso, tanto da essere addirittura accusato di avere organizzato lui gli attentati. Fra il lavoro al Grande Magazzino e il tempo passato a prendersi cura dei suoi fratelli, Malaussène si improvvisa investigatore, scoprendo una realtà inaspettata. 
Nonostante la trama di fondo, Il paradiso degli orchi è più di un semplice giallo;  gli intrighi polizieschi, che passano in secondo piano rispetto alle felici caratterizzazioni dei personaggi, si mescolano ad un'ironia e ad una comicità estremamente raffinate, che mi hanno ricordato molto i libri di Stefano Benni. 
Direi proprio che Pennac si è aggiudicato un posto nella top ten dei miei autori preferiti.

mercoledì 6 novembre 2013

Valentina D'Urbano, Acquanera

Titolo: Acquanera
Autore: Valentina D'Urbano
Editore: Longanesi
Pagine: 360
Data di uscita: 19/09/2013 
Listino: 14,90  
Genere: Letteratura italiana


Voto: ★★

Quarta di copertina: 
È un mattino di pioggia gelida, che cade di traverso e taglia la faccia, quello in cui Fortuna torna a casa.
Sono passati dieci anni dall'ultima volta, ma Roccachiara è rimasto uguale a un tempo: un paesino abbarbicato alle montagne e a precipizio su un lago, le cui acque sembrano inghiottire la luce del sole. Fortuna pensava di essere riuscita a scappare, di aver finalmente lasciato il passato alle spalle, spezzato i legami con ciò che resta della sua famiglia per rinascere a nuova vita, lontano.
Ma nessun segreto può resistere all'erosione dell'acqua nera del lago.
A richiamarla a Roccachiara è un ritrovamento, nel profondo del bosco, che potrebbe spiegare l'improvvisa scomparsa della sua migliore amica, Luce.
O forse, a costringerla a quel ritorno è la forza invisibile che, nonostante tutto e tutti, ha sempre unito la sua famiglia: tre generazioni di donne tenaci e coraggiose, ognuna a suo modo.
E forse, questa volta, è giunta l'ora che Fortuna dipani i segreti nascosti nella storia della sua famiglia.
Forse è ora che capisca qual è la natura di quella forza invisibile, per riuscire a darle un nome.
Sperando che si chiami amore.

Recensione:
Ho terminato Acquanera diversi giorni fa e le suggestioni che mi ha lasciato sono tante. Valentina D'Urbano affronta tematiche complesse come l'amore, la solitudine e l'emarginazione attraverso quattro meravigliosi personaggi, che  incarnano diversi punti di vista rispetto a ciascun tema e differenti relazioni con la morte. Le vite di Elsa, Onda, Fortuna e Luce si intrecciano in una storia che non si riesce proprio a smettere di leggere e nonostante io abbia trascorso davvero pochi giorni in loro compagnia, quando ho voltato l'ultima pagina ho provato quel senso di nostalgia tipico delle storie che ti entrano nel cuore e che non ti va proprio di riporre su di uno scaffale. 
Credo che il principale punto di forza del romanzo sia proprio la magnifica caratterizzazione di queste quattro donne, ciascuna avvolta da un alone denso di segreti e impegnata a combattere la propria personale battaglia tra luce e tenebre. A ciò si aggiunge una scrittura chiara e scorrevole, che rende il romanzo davvero indimenticabile.

giovedì 24 ottobre 2013

Kathy Reichs, La cacciatrice di ossa

Titolo: La cacciatrice di ossa
Autore: Kathy Reichs
Editore: Rizzoli
Pagine: 362
Data di uscita: 30/05/2012 
Listino: 13,00  
Genere: Thriller


Voto: ★★

Quarta di copertina: 
Mentre un fiume di spettatori fluisce a Charlotte, North Carolina, per assistere alla settimana delle gare NASCAR, nella discarica cittadina viene ritrovato un cadavere dentro un fusto pieno di cemento. Il caso è affidato a Temperance Brennan, ma l'FBI sembra decisa a metterle i bastoni fra le ruote. A sorpresa è un meccanico del circuito delle corse a suggerire all'antropologa forense una pista promettente: dodici anni prima sua sorella sparì con l'aspirante pilota Cale Lovette. E anche allora, inspiegabilmente, l'FBI si mise di traverso alle indagini.

Recensione:
Dopo la mia "piccola parentesi Joe Abercrombie", solo un libro del genere avrebbe potuto risollevare il mio morale di lettrice delusa a annoiata. La cacciatrice di ossa è stato il mio primo e sicuramente non ultimo incontro con Kathy Reichs, antropologa forense e affermata autrice di thriller che ha conquistato milioni di lettori con il personaggio della dottoressa Temperance Brennan.
La narrazione ruota intorno al ritrovamento di un cadavere che sembra  avere un misterioso legame con un caso di dodici anni prima, archiviato dalla polizia e inspiegabilmente insabbiato dall'FBI. Fra i membri della task force allora incaricata di portare avanti l'indagine vi era un certo Cotton Galimore, successivamente accusato di avere ostacolato le ricerche e radiato dalla polizia. Costretto a svolgere un frustrante lavoro di sorveglianza presso il circuito di Charlotte, Galimore non gode di molte simpatie, ma nonostante le raccomandazioni dei suoi colleghi, la dottoressa Brennan si trova a portare avanti l'indagine insieme a lui, spinta da un'incomprensibile fiducia e da una quasi irrefrenabile attrazione nei suoi confronti. Sarà soprattutto grazie alle sue intuizioni che Temperance riuscirà a risolvere questo caso, in cui si alternano colpi di scena, morti improvvise, misteriose minacce ed esilaranti momenti in cui la dottoressa si trova ad avere a che fare con Summer, la futura moglie del suo ex marito, assalita da adolescenziali crisi isteriche causate da questioni di vitale importanza come la scelta del colore dei tovaglioli per il ricevimento del suo matrimonio.
Kathy Reichs fa uso di scrittura estremamente fluida, ricca di dialoghi e senza fronzoli, tale da farti desiderare di andare avanti nella storia. Non ci sono momenti di stasi, non viene mai voglia di saltare pagine e sin dai primi capitoli ho avuto il desiderio di scoprire la conclusione dell'indagine e ipotizzato soluzioni che si sono rivelate solo in parte esatte; d'altro canto, se avessi risolto il caso prima della dottoressa Brennan, non avrei assegnato al romanzo un punteggio così alto. 
Che dire? Arrivederci alla prossima recensione su Kathy Reichs!

giovedì 17 ottobre 2013

Joe Abercrombie, The Heroes


Titolo: The Heroes
Autore: Joe Abercrombie
Editore: Gargoyle Books
Pagine: 700
Data di uscita: 25/10/2012 
Listino: 17,90  
Genere: Fantasy


Voto: ★★

Quarta di copertina: 
Bremer dan Gorst, maestro di spade caduto in disgrazia, ha giurato di reclamare sul campo di battaglia l'onore perduto. È ossessionato dalla redenzione e assetato di violenza, dunque non gli importa molto di quanto sangue scorrerà, anche se si trattasse del proprio.
Il Principe Calde non ha alcun interesse per l'onore e di certo non ha intenzione di finire ammazzato. Tutto quello che vuole è il potere, e si servirà di qualsiasi bugia ed espediente, tradirà tutti gli amici per raggiungerlo. Almeno sino a quando non sarà lui a dover combattere.
Curden lo Strozzato, l'ultimo uomo onesto rimasto al Nord, ha dedicato la sua vita all'arte della guerra, ricavandone solo ginocchia gonfie e nervi logori. Non gli importa nemmeno più chi sia a vincere, vuole soltanto fare la cosa giusta. Ma è possibile individuarla nel mondo che gli sta crollando intorno?
Il destino del Nord sarà deciso da tre sanguinosi giorni di battaglia. Ma con entrambi gli schieramenti corrotti da intrighi, debolezze, ostilità e meschine gelosie, è improbabile che siano i cuori più nobili o anche le armi più potenti a prevalere.

Recensione:
Sin dal momento della sua pubblicazione, questo libro aveva suscitato in me un notevole interesse. Presentato come un fantasy di altissimo livello, speravo di immergermi in un mondo dominato da epiche battaglie e personaggi memorabili e di tuffarmi in uno di quei rari libri che possiedono l'inspiegabile capacità di fermare il tempo e di rendere insignificante qualsiasi avvenimento che possa farti distogliere gli occhi dalle pagine, compresi pranzo e cena. 
Con enorme delusione e rammarico, devo ammettere che le mie alte aspettative non sono state totalmente appagate. Diciamo che buona parte della lettura è stata dominata da un senso di noia quasi soffocante, tale da spingermi a non vedere l'ora di finire questo libro per poterne iniziare un altro. Da un mattone di oltre settecento pagine ci si aspetta chissà quanti eventi e colpi di scena, ma in realtà la storia si articola attorno a tre soli giorni di battaglia, narrati ad un ritmo che non definirei particolarmente rapido e coinvolgente.
Nonostante ciò, ci sono stati anche elementi che ho apprezzato e che hanno arginato il desiderio di abbandonare la lettura (cosa che mi è capitato di fare soltanto due volte nella mia vita) e perdere la mia battaglia personale contro gli eroi. L'aspetto più interessante è che Abercrombie incentra tutto sulla descrizione dei personaggi e dei loro sentimenti, relegando il fantasy ad un livello secondario. Personaggi che, a dispetto di quanto si potrebbe evincere dal titolo, non hanno nulla di eroico, ma incarnano debolezze e meschinità dell'animo umano. Niente pietà, niente azioni nobili, niente giustizia, niente atti di coraggio, ma piuttosto follia, egoismo, interesse personale e desiderio di raggiungere il potere a tutti i costi. In parole povere, l'autore non fa altro che descrivere con grande abilità e con lessico più che appropriato caratteristiche di uomini molto più vicini alla realtà di quanto non si possa immaginare. 
Gli unici eroi del libro sono gli imponenti blocchi di pietra, conosciuti da tutti come "gli Eroi", disposti attorno una collina che diventa quasi il perno spaziale attorno a cui si svolge la narrazione. 
In definitiva, non mi sento di bocciare The Heroes, ma al termine della lettura non ho potuto fare a meno di pensare che si poteva fare di meglio.

venerdì 28 giugno 2013

Agatha Christie, Poirot e la strage degli innocenti


Titolo: Poirot e la strage degli innocenti
Autore: Agatha Christie
Editore: Mondadori
Pagine: 196
Data di uscita: 17/02/2003 (1a edizione 1969)
Listino: 8,50  
Genere: Giallo


Voto: ★★★★

Quarta di copertina: 
A Woodleigh Common i ragazzi stanno festeggiando Halloween quando viene fatta una scoperta agghiacciante: la tredicenne Joyce è stata assassinata. La giallista Ariadne Oliver, presente al party, si precipita dall'amico Poirot e lo convince a interessarsi del caso: Joyce, infatti, poco prima della morte, si era vantata di aver assistito a un omicidio, ma nessuno le aveva creduto. Possibile che invece la ragazza, conosciuta per essere una gran bugiarda, avesse detto la verità? E che il colpevole abbia deciso di chiuderle la bocca per sempre?

Recensione:
Dato il mio incontenibile desiderio di tuffarmi fra le gialle onde dei romanzi di Agatha Christie, dopo anni di inspiegabile abbandono, ho letto anche questa affascinante avventura di Hercule Poirot. Dieci piccoli indiani rimane al primo posto della mia classifica, ma devo dire che anche Poirot e la strage degli innocenti ha guadagnato la mia piena approvazione. 
A chiunque abbia visto la serie televisiva sul famoso detective dico solo una cosa: leggere i libri di Agatha Christie è tutta un'altra storia. La trama è avvincente e nonostante si cerchi di cogliere ogni particolare che possa rivelare chi è l'assassino, non si riesce mai a trovare quel filo che lega le vite di tutti i personaggi, né a proporre una soluzione convincente prima che venga rivelata dal protagonista. Insomma, l'effetto sorpresa è assicurato. 
Se amate i gialli, vi consiglio davvero di divorare almeno un romanzo di Agatha Christie, anche solo per scoprire che sapore ha...

sabato 22 giugno 2013

Andrea Camilleri, La rivoluzione della luna


Titolo: La rivoluzione della luna
Autore: Andrea Camilleri
Editore: Sellerio
Pagine: 304
Data di uscita: 07/03/2013 
Listino: 14,00  
Genere: Letteratura italiana


Voto: ★★

Sinossi: 
Racconto veritiero di una storia solo in parte supposta, il romanzo cresce e concresce scortato dalla luna. Tutto era lecito allora, nel Seicento, a Palermo, fuorché ciò che era lecito. Dal ben sedere veniva il mal pensare. Vigeva una normale mostruosità di governo, ora fastosa ora miserrima. Lunghe erano le mani, corte le coscienze. Tra le pompe di un dovizioso apparato, con maggiordomi, paggi, maestri di casa e scacazzacarte, e in mezzo a uno strisciar di riverenze, di ludi e di motteggi, era tutto un rigirar di scale e porte: un far complotti, ordire attentati, muover coltelli e insaguinar le mani; violar le leggi, collezionar prebende, metter tangenti, dispensar favori e accudir parentele; abusare, predare e ladroneggiare, intorbidar le acque; industriarsi nel vizio, puttaneggiare e finger compassione e trepida carità per il sesso più giovane, e derelitto, mentre un'enfasi scenica e profanatoria provvedeva ai corrotti desideri con burlesques di tonache coi fessi aperti dietro e dinanzi. L'illegalità lavorava a pieno servizio. Era il predicato forte della politica del Sacro Regio Consiglio, e delle sue mosse proditorie, dapprima alle spalle di un Viceré che la malattia aveva reso tardo e lento, grave di carne tremolosa, dirupato e assopito sul suo carcassone; e poi contro la sua vedova, donna Eleonora di Mora, senza paragone diversa, lucidamente ferma e decisa nella difesa delle leggi e della giustizia sociale, da lui designata a sostituirlo in caso di morte improvvisa. Fu così che, nel 1677, la Sicilia ebbe un Viceré "anomalo". Un governatore donna.
Avvolta in una magnanima solitudine, confortata solo dal protomedico di corte con la sua casta corrispondenza di sentimenti pudichi, donna Eleonora era un bellissimo ritaglio di notte: neri aveva i capelli; nerissimi gli occhi, dai quali partivano bagliori neri, quasi lampi che balenando andavano. Dimostrava una freddezza, come di luna. E con il femminile pianeta condivise la durata della sua giusta "rivoluzione". La luna compie in quasi ventotto giorni il giro dello Zodiaco. E meno di un mese fu concesso alla Viceré per riparare alle indegnità di un governo, risollevare la condizione mortificata delle donne, calmierare il prezzo del pane, provvedere all'assistenza di chi partiva, riconoscere benefici alle famiglie numerose, riformare le maestranze. Ci volle una donna, per tanta normalità di governo. Contro di lei a nulla valsero le baroccherie di repertorio: l'accusa di complicità con il demonio, i procurati rigurgiti di un melodrammatico inferno di fantasmi in camicia da notte, le orde salmodianti dei fanatici aizzati dal vescovo.
Tra realtà storica e felice invenzione, il romanzo di Camilleri è ad alto tasso di allegrezza e di severo umorismo civile. Ed è anche un omaggio alla regalità della donna.
Salvatore Silvano Nigro

Recensione:
Nel 1677, per un periodo pari alla durata del ciclo lunare, la Sicilia fu governata da una donna. Camilleri, come di consueto, trae sputo da vicende e fatti storici realmente accaduti, sui quali costruisce romanzi che sono solo in parte frutto della sua immaginazione. Nelle cronologie dei Viceré spagnoli in Sicilia, sono riscontrabili soltanto alcuni accenni ai ventotto giorni di governo di Eleonora di Mora, primo e unico caso di Viceré donna nella storia della Sicilia di quei tempi. 
Si tratta di un periodo difficile per l'isola, afflitta dai soprusi perpetrati dai potenti; per tale motivo, quella di Eleonora fu una vera e propria rivoluzione. Donna dotata di un'acuta intelligenza e di un'incredibile onestà, riuscì non solo ad introdurre una serie di riforme a sostegno dei poveri e delle donne, ma anche a punire i membri di quel Sacro Regio Consiglio che per anni erano stati responsabili di angherie e malefatte. Dopo l'iniziale diffidenza nei suoi confronti, donna Eleonora riuscì a farsi amare così tanto dal popolo siciliano che, al momento della sua partenza per il ritorno in Spagna, fu acclamata da una folla grata e commossa.
Un bellissimo romanzo, in cui Camilleri con il suo stile unico e la sua peculiare ironia, porta all'attenzione di tutti una figura storica importante ma offuscata da quei processi, a volte misteriosi, i quali relegano nell'oblio personaggi che forse sarebbe meglio non dimenticare. L'autore siciliano offre un elegante omaggio alla regalità e all'accortezza di una figura femminile estremamente attuale, il cui esempio dovrebbe essere seguito ancora oggi.
                                                                    

domenica 16 giugno 2013

Agatha Christie, Dieci piccoli indiani


Titolo: Dieci piccoli indiani
Autore: Agatha Christie
Editore: Mondadori
Pagine: 180
Data di uscita: 16/04/2013 (1a edizione 1946)
Listino: 12,00  
Genere: Giallo


Voto: ★★★★

Sinossi: 
Dieci estranei vengono invitati a trascorrere alcuni giorni in una meravigliosa villa a Nigger Island, ma nessuno conosce la vera identità del generoso ospite. Una volta giunti sull'isola, la cui forma somiglia a quella di una testa, non troveranno il padrone di casa ad accoglierli, ma un'inquietante filastrocca appesa sul camino di ciascuna camera e una voce registrata che li accusa di essere degli assassini. I dieci personaggi rimangono intrappolati in un interminabile incubo, in cui saranno essi stessi vittime di un assassino invisibile. 

Recensione:
Non c'è molto da dire su di un libro come questo; il nome dell'autrice parla da solo. Agatha Christie scrive Dieci piccoli indiani nel 1939, superando davvero se stessa. Un capolavoro unico nel suo genere, in cui sembra impossibile riuscire a scoprire chi sia l'assassino; ben presto, le mura della meravigliosa villa di Nigger Island iniziano ad impregnarsi di ostilità e diffidenza, causate dal sospetto che il killer si celi fra uno degli ospiti. Si susseguono piani e congetture per sfuggire al massacro, ma sembra non esserci scampo. La filastrocca per bambini incorniciata e appesa in ogni camera scandisce il ritmo del tempo all'interno della villa, trasformandosi in una terrificante profezia. 
Dieci piccoli indiani è uno dei gialli più belli che io abbia mai letto; ogni ingrediente è dosato con straordinaria maestria e viene perfettamente miscelato a tutti gli altri. Il ritmo si fa sempre più incalzante e spasmodico e soltanto un inaspettato finale svelerà chi si cela dietro la serie di omicidi perpetrati nella villa. Un Giallo con la G maiuscola, che non vi lascerà tregua finché non ne conoscerete l'epilogo.

mercoledì 5 giugno 2013

Laurence Cossé, La libreria del buon romanzo


Titolo: La libreria del buon romanzo
Autore: Laurence Cossé
Editore: E/O
Pagine: 442
Data di uscita: 12/10/2011
Listino11,00  
Genere: Letteratura internazionale


Voto: ★★★1/2

Quarta di copertina: 
Due appassionati lettori aprono la libreria dei loro sogni a Parigi. L'inatteso successo di questo "tempio" del buon romanzo scatena invidie e misteriose aggressioni.
Un misantropo appassionato di Stendhal, nascosto in un villaggio della Savoia, viene misteriosamente rapito e abbandonato in una foresta. Una bella signora bionda, esperta guidatrice, perde il controllo dell'auto e finisce fuori strada. Intanto in Bretagna un uomo che ogni giorno faceva la sua passeggiata in riva al mare incontra due sconosciuti che lo terrorizzano. Ma il lettore capisce presto che questo non è il classico romanzo poliziesco.
Gli aggressori non sono né agenti segreti né trafficanti. Non aggrediscono dei duri ma delle persone miti. Ce l'hanno in particolare con un libraio ribelle, con una malinconica ereditiera e con la libreria che i due hanno creato senza mai pensare che potesse suscitare tanto odio. Chi, tra gli appassionati della letteratura, non ha mai sognato di aprire una libreria ideale dove si vendessero solo i libri più amati? Lanciandosi nell'avventura, Francesca e Ivan, i due librai, sapevano che non sarebbe stato facile. Come scegliere i libri? Come far quadrare i conti? Ma ciò che non avevano previsto era il successo. Un successo che scatena però una sorprendente sfilza di invidie e aggressioni.

Recensione:
Potevo io resistere alla tentazione di comprare un libro in cui si parla di libri, di passione incontrollata per la lettura e di una libreria che qualunque lettore incallito sognerebbe di avere sotto casa? Naturalmente no. A dire la verità, la sinossi in quarta di copertina non mi aveva del tutto convinta, ma ho continuato a pensare a La libreria del buon romanzo per settimane...alla fine ho dovuto comprarlo. 
Ammetto che la mia prima impressione non si è rivelata completamente errata; l'idea di fondo è molto originale, ma è come se nel corso della storia venisse "contaminata" da una sorta di corsa verso una complessità che a volte si tramuta in confusione. Le prime pagine fanno pensare che si stia leggendo un giallo un po' fuori dalle righe, ma andando avanti questa componente sembra quasi perdere la sua centralità. Ad un certo punto, si aggiunge la storia d'amore alquanto stucchevole fra Ivan e Anis, che fa da contorno a tutta la vicenda, ma  che a volte appare un po' prolissa. Tirando le somme, direi che la trama perde gradualmente la sua efficacia iniziale.
Tuttavia, ciascuna pagina è impregnata di un profondo e sincero amore per la lettura, che ho condiviso con i personaggi fino all'ultima riga. L'autrice lancia una chiara provocazione sul funzionamento del mondo editoriale odierno, un mondo che spesso predilige la quantità a scapito della qualità. Indubbiamente, Laurence Cossé induce il lettore ad una serie di significative riflessioni: è davvero possibile stabilire quali libri meritino di essere letti e quali no? È possibile mettere a punto un sistema che consenta di fare una selezione fra buoni romanzi e cattivi romanzi? Secondo la mia opinione, esistono romanzi dotati di un indiscutibile valore intrinseco, che piacciono o non piacciono semplicemente nella misura in cui se ne comprende l'essenza o nella misura in cui il nostro animo riesce a sintonizzarsi con ciò che racconta l'autore. Qualsiasi libro, per essere pienamente apprezzato, deve essere letto al momento giusto. Ogni lettore deve compiere un proprio percorso, e non è detto che questo cammino non passi  anche attraverso libri di scarsa qualità, per poi magari approdare ai grandi romanzi, a quei libri così intensi da lasciarti dentro un mondo. Dopotutto, meglio leggere un libro scadente piuttosto che non leggere affatto.

sabato 4 maggio 2013

Clara Sánchez, Entra nella mia vita


Titolo: Entra nella mia vita
Autore: Clara Sánchez
Editore: Garzanti
Pagine: 480
Data di uscita: 17/01/2013
Listino18,60  
Genere: Letteratura internazionale


Voto: ★★

Quarta di copertina: 
Madrid. Il sole estivo illumina la casa piena di fiori. È pomeriggio e la piccola Verónica approfitta di un breve momento di solitudine per spiare tra le cose dei genitori. Apre una cartella piena di documenti, e scorge una foto mai vista prima. Ritrae una ragazzina poco più grande di lei, con un caschetto biondo, una salopette di jeans e un pallone tra le mani. Verónica è confusa, ma il suo intuito le suggerisce che è meglio non fare domande, non adesso che la mamma è sempre triste. Anno dopo anno, Verónica si convince sempre più che le discussioni e i malumori in casa sua nascondano qualcosa di cui nessuno vuole parlare. E che l'enigma di quella foto, di quella bambina sconosciuta, c'entri in qualche modo. Ma quando diventa una donna, decisa e tenace, non può più fare finta di niente. La malattia della madre la costringe a confrontarsi con un passato di cui non sa nulla, un passato rubato che la avvicina sempre di più alla bambina misteriosa della fotografia. Ritrovarla è l'unica strada per raggiungere la verità che, forse, ha un prezzo troppo alto. E quando Verónica trova la bambina, ormai una donna anche lei, capisce che la strada è tutt'altro che percorsa, che il mistero è tutt'altro che svelato. Ma soprattutto capisce che c'è qualcuno disposto a tutto pur di ostacolarla nella sua ricerca. Non le rimane che affidarsi a se stessa, al suo intuito e al suo coraggio. Perché districare il groviglio di bugie e manipolazioni sarà molto, molto pericoloso.
Entra nella mia vita è l'ultimo romanzo di Clara Sánchez, il più maturo e più importante, scritto dopo l'incredibile successo del Profumo delle foglie di limone - 500.000 copie vendute e ancora nella classifica dei libri più venduti dopo due anni dall'uscita -, e l'ha consacrata come l'autrice più letta del momento. Balzato in cima alle classifiche spagnole, ha scosso l'opinione pubblica per la sua forza dirompente. Una storia di tradimenti e di menzogne, di colpa e di innocenza, di verità e di fiducia, che ha come protagoniste due anime inquiete legate dal filo invisibile di un amore incrollabile.

Recensione:
Entra nella mia vita è una storia raccontata da due punti di vista, quello di Verónica e quello di Laura; due ragazze, due esperienze, due vite che corrono su binari paralleli, ma che sono da sempre destinate a intrecciarsi. Dopo anni di menzogne, Verónica scopre un segreto che cambierà per sempre la sua vita e quella delle persone che la circondano, un segreto che ha sempre tormentato sua madre ed è stato causa di litigi, tristezza e malattia. 
Nel suo ultimo romanzo, Clara Sánchez affronta la tematica dei "rapimenti in culla", un crimine molto diffuso negli anni Ottanta e rimasto nell'ombra fino a tempi molto recenti. L'autrice racconta una vicenda che potrebbe essere la storia di molte famiglie, persone ingannate che hanno trascorso tutta la loro esistenza nel dubbio, senza mai riuscire a conoscere la verità. Ma Entra nella mia vita è anche la storia del grande coraggio di una ragazza di soli 17 anni che riesce a far luce su una vita di bugie e a districare l'enigma che ha afflitto la sua famiglia per così tanto tempo.
Devo essere sincera, questo non è un libro che rientra in quella categoria di romanzi che leggo di solito, ma la lettura è stata molto scorrevole, mai noiosa e probabilmente, se un'amica mi chiedesse un consiglio letterario, potrei annoverarlo fra le varie possibilità; non perché mi sia piaciuto particolarmente, ma perché è il classico libro da leggere prima di andare a dormire: è scorrevole, ci sono personaggi interessanti e c'è una bella storia di fondo.

giovedì 2 maggio 2013

Roberto Saviano, Vieni via con me


Titolo: Vieni via con me
Autore: Roberto Saviano
Editore: Feltrinelli
Pagine: 160
Data di uscita: 02/01/2013 (1a edizione 2011)
Listino: 6,00  


Voto: ★★


Quarta di copertina: 
Otto capitoli, otto storie, un ritratto unico dell'Italia di oggi firmato dall'autore del bestseller internazionale Gomorra. Roberto Saviano scava dentro alcune delle ferite vecchie e nuove che affliggono il nostro Paese: il mancato riconoscimento del valore dell'Unità nazionale, il subdolo meccanismo della macchina del fango, l'espansione della criminalità organizzata al Nord, l'infinita emergenza rifiuti a Napoli, le troppe tragedie annunciate. Accanto alla denuncia c'è anche il racconto - commosso e ammirato - di vite vissute con onestà e coraggio: la sfida senz'armi di don Giacomo Panizza alla 'ndrangheta calabrese, la lotta di Piergiorgio Welby in nome della vita e del diritto, la difesa della Costituzione di Piero Calamandrei. Esempi su cui possiamo ancora contare per risollevarci e costruire un'Italia diversa.
Ideato e condotto da Roberto Saviano e Fabio Fazio, Vieni via con me è stato l'evento televisivo degli ultimi anni, più seguito delle partite di Champions League e dei reality show. Ora è anche un libro che racconta queste storie in una forma ampiamente rivista e arricchita. Facendole diventare, ancora una volta, storie di tutti.

Recensione:
In ciascuno degli otto capitoli che compongono il libro, Saviano delinea un'immagine dell'Italia caratterizzata da tante sfaccettature, spesso in contrapposizione tra loro. Da una parte le tragedie, la criminalità organizzata e i mali apparentemente inguaribili che affliggono il nostro Paese; dall'altra il coraggio, la forza e la volontà di chi lotta ogni giorno per cambiare il volto dell'Italia.
Trovo che l'aspetto più grandioso di Roberto Saviano consista non tanto nella minuziosità e nell'attenzione con cui descrive tutto ciò che deturpa la nostra nazione, quanto più nell'estrema sensibilità con cui parla di personaggi come Giovanni Falcone, Piergiorgio Welby o Giacomo Panizza, uomini che hanno vissuto con integrità morale e coraggio e che hanno speso le loro vite nel tentativo di trovare una cura a quei mali inguaribili dell'Italia, nonostante le innumerevoli difficoltà incontrate durante il loro cammino. Saviano non si limita a denunciare il male, racconta anche la speranza. Tutti i suoi libri valgono davvero la pena di essere comprati, letti, sottolineati, consigliati e regalati.

sabato 13 aprile 2013

Suzanne Collins, Hunger Games - Il canto della rivolta


Titolo: Hunger Games - Il canto della rivolta
Autore: Suzanne Collins
Editore: Mondadori
Pagine: 419
Data di uscita: 11/05/2012
Listino: 17,00  
Genere: Fantasy


Voto: ★★1/2

Nota: Se avete intenzione di leggere l'intera saga o non avete ancora terminato i primi due libri, consiglio di non andare avanti nella lettura di questo post.


Quarta di copertina: 
Contro ogni previsione, Katniss Everdeen è sopravvissuta all'Arena degli Hunger Games. Due volte. 
Ora vive in una bella casa, nel Distretto 12, con sua madre e la sorella Prim. E sta per sposarsi. Sarà una cerimonia bellissima, e Katniss indosserà un abito meraviglioso. Sembra un sogno... Invece è un incubo. Katniss è in pericolo. E con lei tutti coloro a cui vuole bene. Tutti coloro che le sono vicini. Tutti gli abitanti del Distretto. Perché la sua ultima vittoria ha offeso le alte sfere, a Capitol City. E il presidente Snow ha giurato vendetta. 
Comincia la guerra. Quella vera. Al cui confronto l'Arena sembrerà una passeggiata.

Recensione:
Devo dire che il capitolo conclusivo di Hunger Games non mi ha del tutto convinta... Trovo che non sia all'altezza dei primi due libri e che il finale sia alquanto scontato. Sicuramente le altissime aspettative che nutrivo nei confronti de Il canto della rivolta hanno amplificato il mio senso di insoddisfazione, ma dopo aver letto La ragazza di fuoco mi sarei aspettata di tutto, tranne che un finale così poco coinvolgente. Senza ombra di dubbio, consiglio di leggere anche questo libro a chiunque abbia iniziato la saga e desideri che la storia abbia un finale, ma non aspettatevi l'effetto "non riesco a staccare gli occhi dalle pagine" dei primi due romanzi. Azzardo a dire che la sensazione provata è stata quella di un'autrice che avesse esaurito le idee; già nei primi capitoli si intuisce quale possa essere la conclusione della storia, ma allo stesso tempo si spera che non sia tanto scontata. Ma, ahimè, ad eccezione di un piccolo colpo di scena sul finire del libro, vi accorgerete gradualmente che il finale è proprio quello che avevate immaginato. 
A favore di Suzanne Collins giocano le sue doti narrative e l'indiscutibile fantasia che dimostra di possedere, soprattutto nei primi episodi della trilogia; valgono davvero la pena di essere letti, nonostante Il canto della rivolta sia stato per me abbastanza deludente. Un applauso a Suzanne Collins, ma per stavolta niente standing ovation.

sabato 30 marzo 2013

Suzanne Collins, Hunger Games - La ragazza di fuoco


Titolo: Hunger Games - La ragazza di fuoco
Autore: Suzanne Collins
Editore: Mondadori
Pagine: 376
Data di uscita: 01/11/2010
Listino: 17,00  
Genere: Fantasy


Voto: ★★★1/2

Nota: Se avete intenzione di leggere l'intera saga o non avete ancora terminato il primo libro, consiglio di non andare avanti nella lettura di questo post... A meno che non vogliate rovinarvi il finale del primo capitolo di Hunger Games.


Quarta di copertina: 
Non puoi rifiutarti di partecipare agli Hunger Games. Una volta scelto, il tuo destino è scritto. Dovrai lottare fino all'ultimo, persino uccidere per farcela. Katniss ha vinto. Ma è davvero salva? Dopo la settantaquattresima edizione degli Hunger Games, l'implacabile reality show che si svolge a Panem ogni anno, lei e Peeta sono, miracolosamente, ancora vivi.
Katniss dovrebbe sentirsi sollevata, persino felice. Dopotutto, è riuscita a tornare dalla sua famiglia e dall'amico di sempre, Gale.
Invece nulla va come Katniss vorrebbe. Gale è freddo e la tiene a distanza. Peeta le volta le spalle. E in giro si mormora di una rivolta contro Capitol City, che Katniss e Peeta potrebbero aver contribuito a fomentare.
La ragazza di fuoco è sconvolta: ha acceso una sommossa. Ora ha paura di non riuscire a spegnerla. E forse non vuole neppure farlo.
Mentre si avvicina il momento in cui lei e Peeta dovranno passare da un distretto all'altro per il crudele Tour della Vittoria, la posta in gioco si fa sempre più alta. Se non riusciranno a dimostrare di essere perdutamente innamorati l'uno dell'altra, Katniss e Peeta rischiano di pagare con la vita...

Recensione:
Proprio sul finire dei settantaquattresimi Hunger Games, Katniss compie un atto disperato che salva la vita a lei e a Peeta; finalmente crede che l’incubo sia finito, ma in realtà deve ancora fare i conti con le incredibili conseguenze che le sue azioni si porteranno dietro.
La ragazza di fuoco si apre con la descrizione della vita di una Katniss uscita vittoriosa dagli Hunger Games, una Katniss che deve scontrarsi con una realtà del tutto nuova, in cui non è costretta a procurarsi il cibo ogni giorno e in cui deve assolvere i propri doveri di vincitrice dei giochi. Le prime 150 pagine del libro procedono con una certa lentezza, tanto da convincermi che il secondo capitolo della saga non fosse per niente all’altezza del primo e che la storia stesse iniziando a diventare banale e noiosa. Niente di più sbagliato.
Nel momento in cui il presidente Snow annuncia le regole speciali pensate per la terza Edizione della Memoria degli Hunger Games, celebrata ogni 25 anni, tutto si capovolge, e si viene di nuovo catapultati in una realtà da cui si fatica ad uscire. Ieri sera, non appena terminavo un capitolo, mi ritrovavo a pensare: “Dai, leggo l’ultimo e poi vado a dormire”; questa scena si è ripetuta per sedici volte consecutive, finché non ho letto l’ultima parola dell’ultima pagina. Solo a quel punto sono riuscita a spegnere la luce e addormentarmi. D’accordo, probabilmente io sono un caso clinico, perché spesso il mio desiderio di leggere spegne qualsiasi altro bisogno del mio corpo, ma vi assicuro che la storia è talmente coinvolgente da non darvi pace finché non ne conoscerete la conclusione.
A questo punto, non mi resta che leggere l’ultimo capitolo della trilogia, già pronto ad attendermi sul comodino…